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Revenge Porn: un fenomeno che (ci) riguarda..tutti!

A quanti di noi è capitato, nell’era digitale, di inviare ai nostri partner foto o video che ci ritraevano in pose o mise particolarmente sexy? E’ abititudine di molte coppie che, per arricchire l’aspetto giocoso della sessualità, condividono messaggi, immagini o video a contenuto erotico; questo fenomeno prende il nome di Sexting e non ha effetti collaterali nel momento in cui il materiale resta intimo e segreto.

Il problema nasce quando il gioco intimo varca i confini della privacy e questo materiale viene divulgato da una delle due parti senza il consenso della persona ritratta nell’immagine. Qui ha inizio il vortice senza fine del Revenge Porn.

Cos’è il Revenge Porn?

Il Revenge Porn (vendetta pornografica) è un reato sessuale che consiste nella divulgazione illecita di immagini o video a contenuto erotico, solitamente da parte di un ex partner, amante o conoscente, con l’intento di ricattare, umiliare e danneggiare la reputazione della persona.

Spesso a questo comportamento ne seguono altri di diffamazione nei confronti della vittima, attraverso canali social o chat; da un momento all’altro la persona colpita si trova in un turbine di offese che danneggiano non solo l’immagine pubblica, ma incidono negativamente sulla sfera personale e sul benessere psicofisico. Seppur le vittime sono principalmente di genere femminile (70%), anche gli uomini possono esserne oggetto. Da una recente ricerca statunitense (American Psicological Association, 2019) è emerso che le persone colpite sono quasi 1 su 10, di cui il 51% contempla la possibilità del suicidio (fonte: Osservatorio Cyber Security Eurispes); questi dati ci pongono davanti alla gravità del problema.

Gli effetti psicologici di questo fenomeno sono devastanti: un forte livello di stress emotivo che può trasformarsi in disturbo da stress post traumatico, depressione, perdita di fiducia nei confronti degli altri, drastico calo del livello di autostima, forte senso di vergogna e, nei casi più estremi, la vittima arriva al suicidio.

Il revenge porn è molto diffuso anche tra gli adolescenti (con percentuali più elevate rispetto agli adulti), i quali, tra l'altro, non possiedono la stessa percezione del rischio degli adulti, inoltre chi compie questi atti non si rende conto delle conseguenze psicologiche che comportamenti del genere possono arrecare alla persona coinvolta.

Dal mese di luglio 2019 esiste una legge che condanna i reati di revenge porn, con una pena che va da uno a sei anni di reclusione e da 5.000 a 15.000 euro di multa. Questa legge è la dimostrazione che sono stati fatti passi in avanti, ma purtroppo non rappresenta la soluzione alla diffusione del fenomeno, per diversi motivi: per la vittima non è sempre semplice denunciare, perché questa azione equivale ad uscire allo scoperto, prevalgono a volte sensi di colpa e la paura di vivere ulteriori conseguenze nella vita privata e lavorativa; inoltre l’iter legale non è un percorso in discesa, i tempi sono lenti, al contrario delle conseguenze psicologiche, che sono rapide e devastanti.

Infine, non va sottovalutato che purtroppo, una volta che il materiale finisce in rete, è difficile, se non impossibile, bloccarne la diffusione.

Detto ciò, è importante denunciare questi atti, ma è altresì importante non affrontare questo percorso in solitudine; il supporto di persone fidate, che siano professionisti o persone care, diventa fondamentale.

Come intervenire sul fenomeno?

Il primo passo riguarda la prevenzione e prevenire il fenomeno vuol dire innanzitutto progettare programmi di educazione affettiva e sessuale all’interno degli istituti scolastici, al fine di educare le ragazze ed i ragazzi al rispetto del proprio corpo e del corpo altrui, alla costruzione di dinamiche relazionali sane, fornire strumenti per vivere la sessualità in modo libero, sano e consapevole ed ovviamente educare ad un utilizzo corretto del web. Dietro comportamenti che stanno alla base del revenge porn si nascondono un’infinità di tabù e messaggi scorretti sulla sessualità; questo spiega il motivo per cui un corpo nudo fa tanto scalpore.

Porre attenzione al modo in cui si pratica sexting è un altro aspetto da tenere in considerazione per non cadere nel vortice del revenge porn; a tal proposito si possono adottare alcuni comportamenti precauzionali, come limitare lo scambio di foto e video con persone di cui ci si fida ed evitare di mostrare parti riconoscibili del corpo (es. coprendo il viso), soprattutto se si trasmette questo materiale a persone sconosciute.

Per tutelare la salute psicofisica della persona vittima di revenge porn, invece, bisognerebbe istituire servizi che offrano sostegno psicologico e consulenza legale specifici, attraverso un lavoro multidisciplinare; ad oggi questo tipo di servizi sono carenti sul territorio nazionale. Infine, risulta fondamentale non minimizzare e non sottovalutare il fenomeno e, soprattutto, riconoscere che è un problema che ci riguarda..tutti!

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